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Recupero cibo negli eventi - Food for Good

Recupero cibo da eventi - Food for Good
Recupero cibo negli eventi - Food for Good
L'invito è rivolto a tutti i soggetti che promuovono, organizzano o ospitano eventi: recuperate il cibo in eccesso non consumato e, invece di gettarlo nella spazzatura, donatelo a chi ne ha bisogno. Lo ha lanciato Federcongressi&eventi, che da oggi si incarica di raccogliere le richieste di recupero e inoltrarlo ai partner Banco Alimentare ed Equoevento per la gestione operativa.

Nasce così il progetto Food for Good, che Federcongressi ha presentato a poco più di 6 mesi dal primo seminario informativo organizzato sul tema e nel quadro dell'accordo con Banco Alimentare ed Equoevento firmato a marzo, dopo una fase pilota - condotta dal Centro Congressi Magazzini del Cotone di Genova, dal Palacongressi di Rimini e dall'agenzia MZ Congressi - per testare la fattibilità della pratica proposta ora a tutti gli operatori del settore eventi.

La presentazione si è svolta la scorsa settimana a Milano, presso l'Opera Cardinal Ferrari Onlus, "storica" struttura che accoglie e assiste le persone in stato di bisogno e cui potrà essere destinato parte del surplus alimentare generato dagli eventi: vi hanno partecipato Giuliana Malaguti del Banco Alimentare, Francesco Colicci di Equoevento, la scienziata ambientale, blogger e scrittrice Lisa Casali, lo chef di Summertrade Cristian Pratelli e il presidente dell'Opera Cardinal Ferrari Pasquale Seddio. Per Federcongressi è intervenuto il presidente Mario Buscema e ha moderato l'incontro Gabriella Ghigi, delegata per la Lombardia.

"In Italia si sprecano 6 milioni di tonnellate di alimenti ogni anno, a fronte di 6,3 milioni di persone che vivono in povertà assoluta" ha esordito Giuliana Malaguti. "I poveri sono anziani soli, persone che perdono il lavoro, padri e madri separati, extracomunitari: donare alle strutture che li assistono il cibo in eccedenza è un atto di responsabilità sociale, e non una semplice alternativa allo smaltimento delle eccedenze".

Food for Good funziona così: location, agenzie o società di catering comunicano alla segreteria di Federcongressi data, luogo dell'evento e numero di partecipanti previsti, oltre al numero di telefono del caterig incaricato; la segreteria inoltra la richiesta a Banco Alimentare o Equoevento, a seconda della pertinenza territoriale, che a loro volta inviano i propri volontari a raccogliere il cibo integro e non consumato al termine dell'evento per consegnarlo immediatamente alle strutture di assistenza.

Il recupero non costa niente ma richiede una preparazione: "I tempi devono essere brevi, perchè il consumo deve avvenire nelle 24 ore successive al ritiro" ha spiegato Francesco Colicci. "Gli alimenti non possono essere conservati a temperatura ambiente per più di due ore dalla cottura ne' essere sottoposti a ripetuti raffreddamenti e riscaldamenti. In caso di buffet, il cibo deve essere esposto in modo progressivo, per preservare quello in eccesso. Il catering deve essere informato e briffato, affinché conservi e poi prepari il cibo destinato al ritiro in vasche di alluminio fino all'arrivo dei furgoni per il trasporto".

Sulla fattibilità della pratica è intervenuto Cristian Pratelli, che con Summertrade ha partecipato alla fase pilota in qualità di catering del Palacongressi di Rimini: "Abbiamo condotto i test da febbraio a luglio su 7 eventi e 17 servizi", ha raccontato Pratelli, "recuperando per l'Opera San Antonio di Rimini 680 primi piatti, 490 secondi e 250 contorni. Le eccedenze, per quanto controllabili con la giusta composizione del menù e con un'adeguata organizzazione del lavoro, sono però inevitabili, considerato l'enorme numero di porzioni che si predispongono per gli eventi. In questo senso bisognerebbe educare i partecipanti al consumo consapevole: meglio andare al buffet una volta in più ma servirsi di piccole porzioni per avere meno resti nel piatto, perchè quelli non si possono recuperare. Il lavoro di confezionamento per il ritiro non è particolarmente oneroso per il catering: ciò che rimane di un pasto per 500 persone si prepara in un'ora".

Sul sito di Federcongressi&eventi sono disponibili i materiali sul progetto Food for Good e i modelli di comunicazione per informare i clienti e partecipanti, e chi aderirà potrà fregiarsi del logo Food for Good - from meetings to solidarity.

Incrociando i dati dei test effettuati con il numero di eventi che si svolgono in Italia, Federcongressi ha infine stimato quanto cibo si potrebbe recuperare annualmente se la raccolta venisse effettuata in tutti gli eventi: 2,2 milioni di primi piatti, 1,5 milioni di secondi piatti, 504 mila contorni, 244 mila dessert, 290 mila panini imbottiti, 47 mila chili di pane e prodotti da forno, 5 mila chili di frutta. Abbastanza per sfamare quasi tutti i bisognosi d'Italia.
Pensiamoci.

Articolo tratto da © Event Report

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